Carlo Croccolo: «Totò maestro severo e inimitabile»

(Questo articolo è stato pubblicato con un altro titolo su Nuovo Quotidiano di Puglia, aprile 2017)

Carlo Croccolo: «Totò maestro severo e inimitabile»

«Consigli a chi comincia oggi? Gli direi di lasciar perdere. Nessun sostegno dai Governi a spettacolo e cultura»

È iniziata con un omaggio alla storia del cinema italiano la diciottesima edizione del Festival del cinema europeo, la manifestazione che per una settimana porta l’Europa sugli schermi del Multisala Massimo di Lecce. Ieri sera davanti a una sala gremita le proiezioni sono state inaugurate dalla consegna dell’Ulivo d’oro alla carriera, simbolo delle radici di Puglia, a una delle “radici” del cinema italiano, Carlo Croccolo, attore teatrale e cinematografico, storico partner di Totò in film memorabili come “Miseria e nobiltà” e “Signori si nasce” e anche suo doppiatore. Continua

Candido è il desiderio

Mario Desiati. Con “Candore” (Einaudi) una proposta di “riabilitazione dello sguardo” attraverso la pornografia

Chi arriva a “Candore”, l’ultimo romanzo di Mario Desiati (Einaudi 2016), da un passaparola pruriginoso resterà frustrato. Chi vi arriva cercando l’autore di “Ternitti” e “Il paese delle spose infelici”, resterà sconcertato. «Riesco sempre a deludere tutti» ironizza lo scrittore originario di Martina Franca, da sempre insofferente alle etichette e spinto piuttosto dalla necessità di sondare luoghi sconosciuti allo sguardo che dalla gratificazione di un itinerario già battuto. Così, dopo “Mare di zucchero” (2014) il libro che racconta ai ragazzi la storia degli albanesi approdati in Puglia, Desiati torna al romanzo per fare incursione nella galassia del porno. Nightclub, film hard, camere in affitto, panchine, ma anche solitari streaming video sono i set di questo viaggio dantesco tra i moderni lussuriosi. Continua

Lagioia: «Workshop, eventi off e musica: ecco il mio Salone»

Il neo direttore Nicola Lagioia anticipa le principali novità del Salone del libro di Torino 2017

Di professione fa lo scrittore, ma non c’è stanza della vasta casa dell’editoria che non abbia attraversato. Premo Strega 2015 con “La ferocia”, Nicola Lagioia è direttore della collana “Nichel” di Minimum Fax e, per anni, ha fatto anche l’editor; oltre a scrivere per Repubblica e Internazionale cura la rassegna stampa culturale di Pagina 3 di Radio 3; organizza manifestazioni culturali – l’ultima, “Le relazioni meravigliose”, a Bari dal 19 gennaio al 20 aprile. Il nuovo direttore del Salone del libro arriva a Torino con le spalle larghe e, per l’evento che si tiene dal 18 al 22 maggio promette cambiamenti importanti, a cominciare dalla rete di «reading, incontri e musica» disseminata per la città. Certo, il suo incarico coincide con un anno determinante per l’evento torinese, reduce dalla scissione con i grandi gruppi editoriali e destinato alla competizione con “Tempo di libri”, la Fiera dell’editoria di Milano, quest’anno alla sua prima edizione. Continua

Buen retiro o business, destinazione Salento

(Questi articoli sono stati pubblicati con altri titoli su Nuovo Quotidiano di Puglia, novembre 2016)

Il mondo nel Salento/1

Import-export e compravendite immobiliari danno lavoro agli occidentali del Nord approdati in Puglia. Ma l’apertuda di un bed and breakfast e l’affitto saltuario della camera degli ospiti sembrano essere l’attività tipica di chi arriva qui mollando tutto, con la prospettiva di una vita “slow”

In piazza Salandra, a Nardò, tavolini a raggiera intorno alla grande fontana centrale, all’ora dell’aperitivo è un fioccare di “hi!” e “how are you?”. Inglesi e qualche amico d’Oltreoceano arrivano dalle viuzze d’intorno e prendono posto al rituale lento della convivialità made in Sud, che guai a chi glielo tocca. Nel centro storico di Galatina si ritrovano nei ristoranti, sull’uscio delle botteghe artigiane, fanno combriccola persino davanti ai piccoli market resistenti alla modernità. A Lecce la comunità internazionale si dà appuntamento nei pub, ma è disseminata ovunque. Continua

Seminario Tondelli. Sesso, droga, malattia, impegno: corpo e politica di Boccaloni e libertini

Seminario Tondelli, quattordicesima edizione, Correggio, Palazzo dei Principi, 13 dicembre 2014
Sesso, droga, malattia, impegno: corpo e politica di Boccaloni e libertini

I romanzi d’esordio di Enrico Palandri e Pier Vittorio Tondelli, Boccalone e Altri libertini, sono
oggetto di un tradizionale raffronto da parte della critica, che ne ha individuato una comune origine nel
contesto storico-culturale dell’Emilia di fine anni Settanta. Non sono pochi, in effetti, gli elementi che legano
i due autori, come ha evidenziato puntualmente Sciltian Gastaldi in un intervento tenuto in occasione del
Seminario Tondelli nel 20092. Entrambe vengono pubblicate negli anni immediatamente successivi all’onda
rivoluzionaria del ’77, a pochi mesi di distanza l’una dall’altra: Boccalone esce nel ’79, Altri libertini nel
gennaio dell”80; una sorprendente vicinanza biografica lega i due autori: al loro esordio hanno ventitré e
ventiquattro anni, studiano al Dams di Bologna, hanno frequentato gli stessi corsi – nonostante, come
testimonia lo stesso Palandri nella sua monografia dedicata a Tondelli, i due si conosceranno solo in seguito,
nella primavera dell’80, in una serata organizzata a Carpi dalla biblioteca comunale3. L’elemento anagrafico,
così come quello geografico – richiamo ancora l’intervento di Gastaldi – sono determinanti per le tematiche
sviluppate nelle due opere, le quali condividono l’ottica giovanile, la centralità dello scontro generazionale, il
desiderio d’evasione dei personaggi, nonché espliciti riferimenti al Movimento bolognese del ’77.
In questa sede mi propongo di riprendere il confronto già stabilito dalla critica, ma individuando nel
corpo l’elemento centrale della comparazione: un tema, questo, che mi è parso poco utilizzato per la lettura
comparata delle due opere, a dispetto della vasta attenzione rivolta ad altri elementi di vicinanza o di
discrimine quale, ad esempio, la visone politica di cui le opere si fanno portatrici. (qui il testo completo)

TRENT’ANNI DOPO RAGAZZI DI PIAZZA. CHE COSA RESTA DEL SALENTO DI PIER VITTORIO TONDELLI. Quarta parte/Tricase. Una nuova alba

«Andate, ma non lo troverete. Un palazzo a due piani, un lungo balcone, una saracinesca. Sembra una casa privata: lo è. Forse solo il numero civico è lo stesso».

No, in via Spallanzani, a Tricase, neanche il civico è sopravvissuto alla stagione del Tam Tam. Era il 13, ora è il 33. La nostra spedizione a ritroso lungo la storia vertebrale di un decennio si avviluppa su se stessa in giri a vuoto. In via Spallanzani, a Tricase, il silenzio più certo avvolge la notte. Agglomerati ben piantati in terra riposano di un sonno domestico, pesante, nella tranquillità del paese, nella periferia della notte. Continua

TRENT’ANNI DOPO RAGAZZI DI PIAZZA. CHE COSA RESTA DEL SALENTO DI PIER VITTORIO TONDELLI. Terza parte/Centro storico. Passato prossimo

Il centro storico era un deserto di pietra e polvere, nell”86. «Troppi finanziamenti vanno perduti per incuria a Lecce» scrive il Quotidiano, giovedì 5 giugno. Il 22 tuonerà «Là dove l’antico diventa degrado», preannunciando un book-inchiesta in collaborazione con il Movimento per la salvaguardia e lo sviluppo del centro storico. «Qui un balcone tenuto su a malapena da rudimentali puntelli di legno si è trasformato in un “erbario” pensile – spiega puntuale la didascalia – ciuffi verdi adornano anche la facciata di una casa di vico Storto; in via dei Mesagnesi una casa è completamente sventrata». Palazzo Adorno, Palazzo Dei Celestini, l’ex Convitto Palmieri attendono un compassionevole restauro. Il soffitto a cassettoni del Duomo minaccia di staccarsi in pezzi. Continua

TRENT’ANNI DOPO RAGAZZI DI PIAZZA. CHE COSA RESTA DEL SALENTO DI PIER VITTORIO TONDELLI. Seconda parte/Lecce. L’età dell’innocenza

«Mi ricordo bene quando ne parlammo. Ci siamo incontrati per caso al Dada, un club teatro a Castelfranco Emilia, a metà strada tra Bologna e Modena. Doveva essere un concerto di Philippe Glass. Scrivevamo entrambi su «Rockstar», io di musica, lui teneva la rubrica «Culture Club». Mi raccontò di questo suo reportage. A quel tempo collaboravo con «Lei», che in seguito sarebbe divenuto «Glamour», e lì avevo pubblicato un articolo – lo ricordo perché fui preso in giro dai miei amici leccesi – che si intitolava, un po’ provocatoriamente, Lecce come Berlino. Naturalmente, Berlino era molto di moda, Lecce invece non se la filava nessuno. Eppure non era uno scherzo, io ci credevo davvero nella creatività leccese, ecco perché consigliai a Pier di andarci. Gli diedi indicazioni, allertai le persone che lo avrebbero guidato. Sì, fui io a dirgli che avrebbe trovato a Lecce quello che stava cercando». Continua

TRENT’ANNI DOPO RAGAZZI DI PIAZZA. CHE COSA RESTA DEL SALENTO DI PIER VITTORIO TONDELLI Prima parte/ Non è più l’ora dell’aperitivo

Attorno al salotto sudamericano di Piazza Mazzini, a Lecce, all’una e mezzo non è più l’ora dell’aperitivo. Arrivo puntuale a un appuntamento che io sola ho deciso. Il luogo è lo stesso, quella l’ora. Trent’anni più tardi. 1986, era estate. L’appuntamento di Pier Vittorio Tondelli con il Salento era partito da qui. La fauna giovane del capoluogo salentino si raduna a varie ore del giorno e della notte con una particolarità: la rotazione.

Non la vedo, oggi. Continua